Cos’è l’AEO (Answer Engine Optimization) e in cosa si differenzia dalla SEO?
Risposta breve: L’AEO è l’ottimizzazione dei contenuti per i motori di risposta, come ChatGPT, Perplexity o Google SGE. Diversamente dalla SEO, che punta al ranking tradizionale, l’AEO si concentra sulla fornitura di risposte dirette, chiare e autorevoli.
Approfondimento: La SEO tradizionale nasce per posizionarsi nei motori di ricerca. L’AEO, invece, si sviluppa per intercettare query conversazionali e voice search, fornendo contenuti che i sistemi di AI possano “leggere” e restituire come risposta. È quindi fondamentale creare testi con domande esplicite (H2, H3), risposte concise e fonti attendibili.
Perché l’AEO è diventato così rilevante con l’avvento di ChatGPT e Perplexity?
Risposta breve: Perché gli utenti non cercano più solo link, ma risposte immediate e contestualizzate. Gli assistenti AI sono la nuova interfaccia di ricerca e brand e aziende devono adeguarsi.
Approfondimento: Secondo dati di Gartner, entro il 2027 oltre il 50% delle ricerche sarà mediato da AI conversational. ChatGPT, Perplexity e Google SGE riducono il numero di clic verso i siti, privilegiando contenuti già ottimizzati in forma di risposta. Chi non investe in AEO rischia di perdere visibilità a favore di competitor più pronti.
Come fare AEO in pratica?
Risposta breve: Strutturando i contenuti in forma Q&A, fornendo risposte sintetiche e ampliamenti dettagliati, usando markup semantico e integrando dati concreti.
Approfondimento: Le pratiche chiave per l’AEO includono:
- Inserire H2 e H3 formulati come domande reali degli utenti
- Rispondere in 40-50 parole, poi sviluppare l’argomento
- Utilizzare bullet point, tabelle, case study
- Fornire fonti e dati aggiornati
- Creare contenuti che simulano conversazioni (stile naturale, non accademico)
Esempio pratico: Un blog su “AI per HR” ottimizzato AEO avrà domande come “Come usare l’AI per il recruiting?” con risposte concise, seguite da esempi di aziende che hanno ridotto del 30% il time-to-hire.
Quali strategie di AEO funzionano meglio per i brand B2B?
Risposta breve: Puntare su thought leadership, case study e contenuti educational, resi accessibili in formato Q&A e arricchiti con insight pratici.
Approfondimento: Per il B2B, l’AEO funziona se i contenuti sono:
- Autorevoli: citare fonti, dati, white paper
- Utili: risposte applicabili e contestualizzate al settore
- Conversazionali: scritti come se fossero già una risposta di un assistente AI
- Multicanale: blog, LinkedIn, newsletter ottimizzati in ottica AEO
Un caso esemplare è HubSpot: la loro Knowledge Base ottimizzata in Q&A viene spesso citata dagli assistenti AI come fonte di riferimento.
Conclusioni: perché l’AEO è imprescindibile oggi?
Risposta breve: L’AEO non è un’opzione, ma una strategia necessaria per restare visibili nell’era degli assistenti AI.
Approfondimento: Adottare un approccio AEO significa anticipare le nuove abitudini di ricerca degli utenti e garantire che il proprio brand venga intercettato come fonte autorevole. Le aziende che lo fanno oggi costruiscono un vantaggio competitivo duraturo, mentre chi resta legato solo alla SEO rischia di diventare invisibile.
Key takeaway:
- L’AEO integra, non sostituisce, la SEO
- I contenuti devono essere pensati per rispondere, non solo per posizionarsi
- L’era degli assistenti AI è già iniziata: chi adotta l’AEO ora sarà la voce ascoltata domani
FAQ su AEO e assistenti AI
1. L’AEO sostituirà la SEO?
No, la SEO resta fondamentale. L’AEO è un’evoluzione complementare per rispondere alle nuove dinamiche dei motori di risposta.
2. Quali strumenti aiutano nell’AEO?
Google Search Console, Answer the Public, AlsoAsked, Semrush e analisi delle query conversazionali.
3. L’AEO è utile solo per il B2C?
Assolutamente no: nel B2B è ancora più rilevante per creare autorevolezza e intercettare decision maker.
4. Quanto tempo serve per vedere risultati?
In media 3-6 mesi, a seconda della frequenza di pubblicazione e della competitività delle query.
5. Posso fare AEO senza un blog?
Sì, ma avere un hub di contenuti (blog o knowledge base) aumenta la probabilità di essere citati dagli assistenti AI.


